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Foto ai nei: Quando un selfie ti allunga la vita (e può smascherare lesioni cutanee)

QUANDO UN SELFIE TI ALLUNGA LA VITA

Come una pratica di uso comune, se applicata al monitoraggio dei nostri nei sospetti, può diventare un’abitudine utile alla prevenzione del melanoma

La diagnosi precoce è la prima garanzia di salute e di longevità, e quale organo meglio della pelle si presta all’osservazione e valutazione del suo stato? Ma questo non viene quasi mai fatto, né dai medici né dai pazienti.

Sebbene la maggior parte dei tumori della pelle possano essere curati e trattati quando diagnosticati precocemente, il cancro della pelle rischia di diventare il tipo più comune di cancro negli USA dato che un americano su cinque ne sviluppa almeno uno nel corso della propria vita.

Questa la triste verità che ci rivela il Dott. Mark Lebwhol, professore di Dermatologia alla Icahn School of Medicine al Mount Sinai Health System in New York City e presidente della American Academy of Dermatology. Nel suo articolo ci regala una nuova modalità di prevenzione tanto innovativa quanto semplice: fare una fotografia ai nostri nei sospetti per monitorare i cambiamenti che sono in atto.

nei sospetti

Di tutti i “selfie” più o meno criticabili e inopportuni, penso che questo sia davvero utile per allungarci la vita. Chi di noi, infatti, non ha in tasca un telefonino con camera digitale a sempre maggiore risoluzione?

Ebbene, una volta tanto fate un gesto di amore per la vostra pelle: immortalatela!

Come farvi un selfie per monitorare i nei sospetti?

  1. Eseguite prima una foto panoramica per mostrare la localizzazione macroscopica dei nevi (addome, torace, braccia, gambe). 
  2. Numerate con un pennarello o una biro tutti i nevi che hanno le caratteristiche di sospetto indicate nell’ABC della pelle sana (link con articolo precedente). 
  3. Eseguite una “macro” il più possibile ravvicinata di ognuno dei nei “numerati” appoggiando nelle vicinanze un righello o una striscia millimetrata di riferimento. 
  4. Effettuare foto di controllo ad 1 mese, 3 mesi, 6 mesi. 

Se le caratteristiche rimangono invariate, potete stare tranquilli e continuare a monitorarli ogni sei mesi, archiviando le foto con data. In caso contrario servirà una valutazione dermatologica col dermatoscopio, un apparecchio ottico che, come la maschera del sub, permette di vedere i vari strati del nevo in trasparenza. 

Le foto scattate ai vostri nei sospetti, infatti, sono come le riprese aeree del mare e delle isole. Le foto fatte dal dermatologo col dermatoscopio sono come le foto fatte dai subacquei sotto il livello del mare: scevre da effetti di rifrazione e riflessione, ci svelano fondali insospettati. Anche in questo caso, però, sarà molto utile per lo specialista, poter avere la cronologia delle immagini pregresse che voi avrete raccolto.

Una volta tanto una moda futile può diventare una sana abitudine di prevenzione.

E a costo zero. Buon clic!