PELLE SANA IN CORPORE SANO

PELLE SANA IN CORPORE SANO

Non è mai troppo presto per prevenire

Dalla beauty-routine alla healthy-routine, per una pelle sana che annuncia il nostro stato di salute generale.

Quando il nostro corpo soffre una carenza (acqua, Sali, vitamine, Ferro, proteine, ecc…) la regola biologica è che gli organi essenziali alla sopravvivenza (cuore, cervello, polmoni, ecc…) abbiano la priorità di rifornimento; poi, quel che rimane, verrà distribuito tra tutti gli altri apparati, fino alla pelle, l’ultima della fila.

Per questo motivo pelle, unghie e capelli sono i primi a soffrire le carenze organiche e quindi sono degli ottimi “segnalatori” del nostro stato di salute. La pelle pallida, fredda ed atrofica degli anemici, ad esempio, è così proprio perché i capillari del derma si chiudono per spostare il sangue dal distretto cutaneo a quelli più importanti. Col tempo, questa cronica carenza causa assottigliamento e debolezza cutanea e mucosa (vi ricordate la manovra del medico che abbassa la palpebra del paziente o la lingua per vedere se la mucosa è pallida e appiattita?)

E così è per la disidratazione e la carenza proteica, molto evidenti e visibili, come anche l’edema, il colorito giallastro dell’ittero o grigiastro della “pelle del fumatore”,  segnali anticipatori di patologie che i medici ben conoscono e ricercano il prima possibile, per indirizzare le analisi nelle direzioni che la pelle spesso ci indica quale mentore spietato.

Organo importantissimo che soffre durante la vita, le peggiori peripezie che nemmeno i nostri abiti, scarpe e guanti potrebbero sopportare, e che come loro, col tempo si usura.

Una pelle sana e longeva

Già, perché la vita media si allunga e le richiede un lavoro non solo prolungato, ma sempre più pericoloso, minacciato da sempre nuovi pericoli e stressori, ormai ampiamente descritti come “esposoma”.

Massaggiatori, estetiste, medici, infermieri, tatuatori, e chi vede quasi tutti i giorni le persone spogliate, si dimentica spesso di notare anche i minimi cambiamenti che la pelle ci segnala, nel bene e nel male.

Quanti medici hanno ormai dimenticato le lezioni universitarie di dermatologia, quanti infermieri ed estetiste le lezioni della scuola, mentre alcune categorie confessano di non aver mai nemmeno letto un articolo di dermatologia.

Si lavora spesso “alla cieca” sull’organo più trasparente del nostro corpo, il nostro touch-screen (o touch-skin, come amo chiamarlo), pigiando tasti alla rinfusa, ignari delle conseguenze di questa nostra leggerezza.

Ed è così che in questi ultimi anni sono proliferati i problemi dermatologici di noi tutti: dalle allergie alle dermatosi, dalle infezioni ai tumori, dagli inestetismi all’invecchiamento precoce.

Ma se questo quadro apocalittico può essere rischiarato dalla prevenzione, quando cominciare?

Non è mai troppo presto per prevenire.

Ashley Montagu, pediatra australiano, descrisse ne “Il linguaggio del corpo” il contatto epidermico dalla vita intrauterina alla pubertà, come la prima forma di affetto e amore tra gli umani.

E proprio qui comincia il cammino, alla nascita o ancora prima, perché il massaggio perinatale della mamma gravida (e del bambino subito dopo) sono importantissimi allo sviluppo di una pelle sana

Nelle scuole si insegnano ai bambini le procedure di emergenza in caso terremoti o alluvioni, ma ci si dimentica di educarli all’esposizione solare o al riconoscimento di nei pericolosi che anche in tenera età mietono giovani vittime.

Solo in Australia, il paese più colpito dal melanoma perché abitato da coloni nordici (con fototipo basso) in zone tropicali con strato di ozono rarefatto (quindi bombardate da raggi solari cancerogeni perché non filtrati) i bambini cantano fin da piccoli canzoncine tipo “Slip slap slop”, che li invitano a coprirsi occhi, testa e corpo con occhiali, cappelli e filtri solari. Una campagna di sensibilizzazione che unitamente allo spostamento degli orari scolastici al di fuori delle ore di punta sta cercando di compensare l’insana “distrazione” che invece da noi ancora continua a nutrire il mostro della pelle.

Ancora troppi giovani (e non) si “friggono” al sole per intere giornate, ignari del prezzo che pagheranno inevitabilmente nel corso della loro, si spera, lunga vita. E ancora troppe persone non conoscono l’ABCDEF del Melanoma, soprattutto chi la pelle la vede ogni giorno, a tante persone, per tanti anni. Sono loro le vedette silenti a cui mi rivolgo, i guardiani della pelle sana che come tanti bay-watch possono e devono vigilare sulla comparsa di nemici della vita e della salute. 

Come tanti sensori tutti voi, tutti noi, possiamo accendere la luce sulla pelle e, come tante stelle, illuminare le notti buie che la pelle sta vivendo in questa notte. 

Il progetto MELAnoMAS e i guardiani della pelle sana

Da qui l’idea di lasciare il testimone a chi con me, e dopo di me, vorrà e potrà proclamarsi paladino della pelle sana: il MELAnoMAS Project, corso di addestramento per Skin Guardians in grado di analizzare e segnalare ai clienti la presenza di lesioni a rischio, prima che questo possa diventare per loro un problema.

In meno di un mese di formazione, già trecento occhi vigili scansioneranno, d’ora in poi tutte le persone che tratteranno, memori delle casistiche riportate nel seminario: basta poco per imparare a vedere ciò che prima non si guardava. Un piccolo gesto di amore può dare una svolta alla vita di noi tutti: semplicemente avvisando l’altro a farsi controllare da uno specialista per escludere un probabile rischio.

Amo la pelle e spero che da oggi anche voi cominciate ad amarla un po’ di più, dato che ci accompagnerà fino all’ultimo giorno, senza tradirci, come una inseparabile compagna. Fino ad allora, però, ricordiamoci di lei prestandole le migliori cure ed attenzioni, con una quotidiana beauty-routine non disgiunta da un una non meno importante healthy routine.

Mi aiutate ad aiutarvi? La vostra pelle vi ringrazierà.